Il Pan Bauletto può essere sano?

Salute e benessere

Il Pan bauletto, e come lui il Pancarré e il Pane da Toast, fanno tutti parte della grande famiglia dei “Pane in Cassetta”. Parliamo di un tipo di pane molto morbido cotto all’interno della tipica forma squadrata. Questo pane è leggermente dolce, dalla crosta quasi inesistente, viene tagliato a fette regolari e abbinato alle più svariate farciture per creare sandwich, toast e tramezzini oppure semplicemente spalmato con burro e marmellata per colazione.

person spreading butter on toast

Ma questo pane può trovare posto in un’alimentazione attenta al benessere? Sebbene sia un pane molto consumato nel nord Europa e negli Stati Uniti, noi italiani siamo restii a considerarlo come una possibile alternativa al pane “vero”. Non che non ne consumiamo, ma sicuramente siamo consapevoli che quello che compriamo non è un prodotto di qualità…

Abbiamo impressa l’immagine di un prodotto economico, un pane confezionato industriale a lunga conservazione (come farà a durare così a lungo?), realizzato con materie prime e additivi spesso discutibili. Basta pensare all’odore di alcol che esce appena apriamo la confezione. Lo visualizziamo tutt’uno con il suo sacchetto di plastica colorato coperto di scritte e pubblicità.

Non riusciamo a immaginarci possa esistere altrimenti. Per fortuna ci sbagliamo. Il vero Pan Bauletto è naturale, un prodotto artigianale, e può essere fatto con lievito madre. Si tratta di un prodotto di qualità, in cui la morbidezza e la shelf-life prolungata non sono ottenuti con l’aggiunta di additivi e conservanti, ma sono semplicemente il risultato di una lievitazione naturale. L’utilizzo del lievito madre, se da una parte prolunga notevolmente i tempi di produzione, dall’altra offre numerose proprietà positive ai prodotti, i quali avranno oltre a un aroma più intenso e una fragranza particolari, una maggiore digeribilità e conservabilità.

La consistenza e il sapore di un Pan Bauletto artigianale sono di una delicatezza e di una piacevolezza senza pari. È una fortuna che alcuni panettieri inizino a crearne versioni molto qualitative, essendo questo un formato di pane gustoso e comodo che ben si adatta alla vita più frenetica delle nuove generazioni.

Un po' di storia… quando e dove è nato il pane in cassetta?

Come molti prodotti panificati anche questo sembra essere nato in Italia. La tradizione vuole che nasca alla fine del 1800 a Torino, che non a caso è la città natale del famoso tramezzino.

A quei tempi era consuetudine dei panettieri porgere al boia della città il pane capovolto in segno di disprezzo. Sembra che nel 1864 il boia della famiglia Sabauda Piero Pantoni, stanco dei continui insulti e di ricevere il pane al contrario, avrebbe chiesto l’intervento delle autorità locali per vietare questo gesto. Fu così che l’amministrazione torinese promulgò una legge che vietava ai fornai di consegnare il pane capovolto.

“Fatta la legge trovato l’inganno”: i panettieri, per aggirare il divieto, iniziarono la produzione di un nuovo tipo di pane, che aveva la forma di un mattone, uguale sotto e sopra. Poteva essere servito capovolto senza incorrere in nessuna sanzione… Chiamato a quei tempi Pane del Boia, nacque così il Pane in cassetta, che da Torino ha fatto il giro del mondo.

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